

(06/08/07) “Prima di morire voglio vedere un mondo che ha messo al bando ed eliminato tutte le bombe atomiche. Solo così potrò riposare in pace.” Queste le parole di Seiko Ikeda, uno dei sopravvissuti al terribile sgancio di atomiche avvenuto 62 anni fa sulle città di Hiroshima e Nagasaki. >>>
In occasione del tragico anniversario, i Beati i Costruttori di Pace, Centro Interconfessionale, Pax Christi, Movimento di Riconciliazione e Gavci dal 5 all’8 agosto saranno a Vicenza per rinnovare l’impegno a costruire un mondo libero da armi nucleari.
L’iniziativa-Sono previste diverse iniziative in piazza Matteotti: letture, “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, testimonianze dei sopravvissuti all’atomica, incontri tra rappresentanti delle confessioni religiose. Lo sgancio delle bombe sulle città giapponesi nel 1945 causò la morte di più di 210.000 persone, senza contare le decine di migliaia di morti successivamente e che ancora muoiono per le conseguenze delle radiazioni. E’ per questo che la conclusione della manifestazione è prevista il 9 mattina ad Aviano, davanti alla nuova base USAF dove sono stoccate parte delle atomiche presenti sul territorio italiano.
La situazione nel mondo- Vicenza è stata proprio scelta come luogo simbolo, proprio perché la nuova base si configura, secondo i “Beati”, come pilastro delle strategie di guerra preventiva. "Permettendo la presenza di 90 bombe nucleari sul territorio italiano, noi per primi siamo in violazione degli obblighi internazionali" spiegano i “Beati”.
Purtroppo il nucleare militare sta riprendendo energia in tutto il mondo, nonostante gli Stati ufficialmente nucleari, con il Trattato di Non Proliferazione nucleare, si fossero impegnati a smantellare i propri arsenali. USA e Russia stanno producendo nuovi ordigni nucleari. Nel frattempo la Gran Bretagna vuole varare un costosissimo programma di ammodernamento dei suoi micidiali sottomarini nucleari Trident: ciascuno di essi già oggi possiede una capacità distruttiva di 640 volte la bomba che distrusse Hiroshima. E mentre il neo-presidente francese Sarkozy rilancia il ruolo strategico della “force de frappe” nucleare, la Cina sperimenta nuovi missili intercontinentali capaci di caricare testate atomiche. Per non parlare della Corea del Nord e dell´Iran.
Per un futuro senza atomiche- E anche l’Italia con le 90 testate atomiche presenti sul territorio non è in linea con il Trattato di Non Proliferazione nucleare. Eppure la Repubblica italiana, come ricordano i “Beati", ha come fondamento costitutivo il ripudio della guerra e l’affermazione del diritto internazionale che rende la guerra degli Stati illegale. Obiettivo dell’iniziativa per il 62° anniversario è proprio quello di lanciare un messaggio concreto per un futuro senza atomiche: una proposta di Legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia un paese libero da armi nucleari.
E chissà se Seiko Ikeda potrà un giorno riposare in pace.