

(21/08/07) Negli ultimi 10 anni in Europa sono aumentati i crimini legati all’odio. Secondo il Rapporto “2007 Hate crime survey” redatto dall’Ong “Human rights first”, nello scorso anno la violenza nei confronti di ebrei, gay e musulmani si è fatta sempre più intensa in tutti e 56 i paesi membri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).
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Le analisi più approfondite all’interno del Rapporto riguardano però soprattutto 5 paesi dove i sistemi di monitoraggio sono stati più efficienti: Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia e Ucraina.
Francia- In generale il numero complessivo di crimini legati all’odio è diminuito del 10%, ma purtroppo quelli antisemiti sono aumentati del 6,6%: il dato più alto dalla fine degli anni ’90.
Gran Bretagna- Dopo gli attentati nelle metropolitane londinesi i crimini nei confronti dei musulmani sono aumentati del 600%.
Germania- Gli atti violenti legati all’odio sono aumentati del 20%, il numero più alto da quando nel 2001 si è iniziato a monitorarli. Esempio calzante la guida che è stata distribuita in occasione dei Mondiali di calcio a gruppi minoritari e stranieri “Nogo” sui posti dove ..non andare.
Russia- Sono state riscontrate violenze “letali” nei confronti di minoranze come rumeni, sinti e cristiani, nonché ceceni, georgiani e popolazioni caucasiche.
Ucraina- I crimini legati all’odio sono diretti verso africani e altre minoranze.
I “diversi”- L’Europa tende a chiudersi e ad alzare barriere nei confronti dei cosiddetti “diversi” che oggi non sono più solo gli ebrei, ma anche i nuovi immigrati come i musulmani. La violenza di tali crimini è poi aumentata con la visibilità di coloro reputati “diversi” che oggi più frequentemente manifestano e fanno sentire le loro voci, come gli omosessuali nei Gay Pride.
I pregiudizi- E sono sempre i pregiudizi a far scattare le violenze. Gli autori di crimini antisemiti si giustificano invocando politiche israeliane. Chi attua violenze nei confronti dei musulmani lo fa “perché sono dei terroristi”. E così chiunque è diverso, per colore, razza, provenienza, credenze diventa possibile bersaglio. Le conclusioni del Rapporto vertono sull’urgenza di attuare pene più severe nei confronti di tali crimini e invocano un maggior monitoraggio.
Incamminandoci poi verso una società multiculturale sarebbe opportuno insegnare alle future generazioni, se non ad amare perlomeno a rispettare tutto ciò che è diverso.
(Francesca Mezzadri)