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Lavoro minorile in calo, ma serve più istruzione

(13/06/08) Ieri, giovedì 12 giugno, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile sono stati presentati dall’ Ilo (International Labour Organization, l’agenzia delle Nazioni Unite per la promozione del lavoro dignitoso) alcuni dati in parte confortanti. Infatti l'impiego di minori nel lavoro è in calo dell’11%: i bambini dai 5 ai 17 anni che lavorano sono scesi da 246 milioni nel 200 a 218 milioni nel 2004. >>>

bambino che lavora nelle risaie Il fenomeno nel mondo- Nonostante il calo, rimane il fatto che a livello mondiale 1 bambino su 7 è costretto a lavorare. I Paesi che impiegano maggiormente minori nel lavoro sono l’Africa sub-sahariana, con circa 50 milioni di bambini economicamente attivi, ovvero il 26%della popolazione, e l’area asiatica del Pacifico che conta 122 milioni di bambini che lavorano, anche se il fenomeno è in calo rispetto al 2000 quando erano 127 milioni.
Invece l’America Latina e i Caraibi registrano una netta diminuzione di questa pratica: solo il 5% di minori che lavorano, un calo di 2/3 rispetto a 4 anni prima.
E in generale è soprattutto nel settore agricolo che i minori vengono impiegati: ben 7 su 10. Nel settore secondario, industriale, lavorano il 9% dei bambini contro il terziario, dei servizi, dove la percentuale sale al 22%.
Fortunatamente –altra notizia confortante- la diminuzione di bambini economicamente attivi si registra soprattutto nei lavori più pericolosi: un calo del 26%   ovvero da 171 milioni nel 2000 a 126 milioni nel 2004.

Possibili soluzioni- L’impiego dei bambini nel lavoro è spesso causato dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e del costo della vita: le famiglie si trovano a dover affrontare gap salariali non indifferenti e si vedono costretti ad utilizzare “figli” come forza lavoro.
Come spiega l’Ilo durante la presentazione dei dati avvenuta a Roma alla vigilia della Giornata mondiale per ridurre il fenomeno del lavoro minorile è fondamentale estendere l´accesso ad un´istruzione gratuita ed obbligatoria. Uno studio dell’organizzazione evidenzia infatti che l´eliminazione del lavoro minorile e la sua sostituzione con l´istruzione universale offrirebbero enormi vantaggi sia dal punto di vista economico, oltre che sociale. In dati: i benefici economici sarebbero di 6 volte superiori ai costi, e ogni anno supplementare di scuola, fino all´età di 14 anni, genererebbe per il futuro l´11% di reddito in più all´anno. Ovviamente è necessario che l’insegnamento sia di qualità, e che la scuola primaria sia universale e, per questo servirebbero 18 milioni di nuovi insegnanti entro il 2015.
Oltre a politiche adeguate per arginare definitivamente il fenomeno sarebbero quindi necessari 760 miliardi di dollari in 20 anni che garantirebbero però nel futuro benefici sociali ed economici non indifferenti. E secondo Juan Somavia, direttore generale dell’Ilo “porre fine al lavoro minorile, una calamità che segna la vita di tante famiglie nel mondo, è oggi possibile”.


(Francesca Mezzadri)

  • Il sito dell´Ilo sul lavoro minorile
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