

(19/12/07) Finalmente, dopo 13 anni di battaglie combattute, l’ONU ha detto sì alla moratoria sulla pena di morte. 104 Stati hanno votato a favore -54contro e 29 astenuti: una grande vittoria per l’Italia che ha promosso l’iniziativa. >>>
Si tratta di un evento storico senza precedenti. I tentativi per applicare la moratoria sulla pena di morte, attuati nel 1994 nel 1999 e nel 2003, erano naufragati. E invece ieri, grazie al lavoro non solo dell’Italia, ma anche della Francia e dell’Unione Europea e di tanti altri stati, qualcosa s’è mosso.
Cosa cambia- Ma che cosa cambierà in pratica? In pratica si tratta solo di un documento, ma il suo significato morale è grande, nonchè gli effetti reali che può causare. Il testo esorta tutti gli Stati che hanno ancora la pena di morte –circa 50- a stabilire una moratoria della pena capitale in vista della sua abolizione, cercando di ridurre l’uso e il numero di reati per i quali è applicata. Gli stati favorevoli all’abolizione della pena capitale, magari osteggiati dall’opinione pubblica, potranno quindi appellarsi alla moratoria ONU, così come i governi dubbiosi potrebbero essere spinti se non altro a ridurre il numero di reati punibili con la morte.
L’ONU avrà il compito di vigilare su ogni stato per controllare l’applicazione della moratoria: il compito è stato affidato al Segretario generale Ban Ki-moon che definisce la decisione un “passo coraggioso”.
Anche in questo caso la vigilanza dell’ONU garantirà risultati pratici: visto che il Segretario generale Ban Ki-moon dovrà presentare all´Assemblea Generale un rapporto sull’attuazione della moratoria, dovrà ottenere dagli stati dati e informazioni sulle esecuzioni capitali e sui reati per cui sono state effettuate. E così i paesi che finora hanno nascosto quei dati, come ad esempio
La pena di morte nel mondo- E nel frattempo si festeggia un’altra vittoria in America: il New Jersey ha abolito la pena di morte. E’ il primo Stato che abolisce la pena di morte dal 1976 –anno in cui
In base ai dati forniti da "Nessuno Tocchi Caino" lo Stato che però applica maggiormente la pena di morte è la Cina (almeno 5.000 esecuzioni nel 2006), seguita da Iran (215), Pakistan (82), Iraq e Sudan (65). Gli USA sono solo sesti in questa triste classifica. Classifica ancora lunga che ci auguriamo si accorci. Questo è un primo passo.
(Francesca Mezzadri)