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Home > Primo Piano > Sguardi sulla popolazione rom

Sguardi sulla popolazione rom

(19/05/08) Mentre scatta l’allarme “sicurezza” e infuriano le polemiche sui rom, è stata inaugurata una mostra a Bologna sull’antigitanismo in Italia per cercare di capire l’origine degli stereotipi e dei pregiudizi contro rom e popolazioni nomadi. Che, al confronto con altri paesi europei, non sembra ci stiano "invadendo". >>>

immagine donna rom Una mostra sui rom- “L’estraneo tra noi. La figura dello zingaro nell’immaginario italiano”: questo il titolo della mostra a  cura del centro Furio Jesi e visitabile dal pubblico gratuitamente fino al 21 giugno presso la Biblioteca dell’Archiginnasio a Bologna (Piazza Galvani 1, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, sabato dalle 9 alle 13.30). La mostra, organizzata nell’ambito della rassegna sull’immigrazione e l’ambiente promossa dal Quartiere Savena e dalla Scuola di Pace di Bologna getta uno sguardo sulla storia dei rom e dei nomadi in Italia. Anzi… 5 sguardi che riflettono con modi e mezzi diversi l’atteggiamento degli italiani nei confronti dei nomadi tra l’Ottocento e il Novecento. 5 sguardi che corrispondono alle 5 sezioni del percorso espositivo.
Lo sguardo della stampa popolare: le illustrazioni della “Domenica del Corriere” dove gli zingari vengono raffigurati come demoni dell’occulto che rapiscono i bambini; lo sguardo scientifico con tutti gli studi compiuti da psicologi, criminologi, antropologi per classificare questa popolazione senza patria; lo sguardo razzista con tutte le foto e i libri dell’epoca mussoliniana quando i rom venivano espulsi, incarcerati, e anche deportati nei campi di concentramento; lo sguardo letterario che comprende le raccolte di libri sugli zingari, e infine lo sguardo dei media contemporanei che ripropone pregiudizi e stereotipi del secolo scorso.

I rom in Italia- In effetti nulla o poco è cambiato… lo sguardo attuale degli italiani nei confronti dei rom pare sempre lo stesso, carico di pregiudizi. Eppure alla fine noi italiani conosciamo ben poco delle popolazioni nomade.
Spesso, ad esempio, siamo portati a confondere rom e romeni: se è vero che molti rom son anche romeni, non tutti i romeni sono rom. Popolazione senza patria comune, i rom provengono dall’est e si calcola che in tutto il mondo siano circa 12/15 milioni. La maggior parte di loro. 9/12 milioni vive in Europa, il 60% nell’Europa dell’Est, per questo spesso vengono confusi con la popolazione romena. E’ la Romania infatti   il paese europeo che accoglie il maggior numero di rom: tra 1 milione e 200mila e 1 milione e mezzo. Segue la Bulgaria, la Spagna, l’Ungheria, la Serbia e la Slovacchia: in tutti questi casi i rom fanno parte circa del 5% dell’intera popolazione. E poi Francia, Russia, Regno Unito, Macedonia…
L’Italia? E’ solo al 14° posto contando circa 120mila rom –anche se un vero e proprio censimento non è ancora stato fatto e probabilmente ora la stima è aumentata a 160mila. Tra loro, solo 50mila sono anche romeni.

Discriminazione e integrazione- Sembra che comunque i rom non si trovino particolarmente bene in Europa. Secondo il rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e le intolleranze i rom sono la popolazione più svantaggiata d’Europa: vittime di razzismo e discriminazioni, hanno difficoltà a trovare alloggio, lavoro e protezione sanitaria. Le ragioni di tale diffidenza risiedono proprio nelle loro origini nomadi che non li identificano con nessuna popolazione e quindi non ci permettono di classificarli in categorie sicure come quella di “appartenenti a tale stato”.
Le prime discriminazioni spesso nascono in classe dove i bambini rom vengono spesso isolati da altri bambini e insegnanti, e ricevono un’educazione segregata e inferiore rispetto agli altri. Quando la ricevono: capita infatti che questi bambini non frequentino scuole, anche se la situazione sta migliorando in questo senso. Ad esempio, a Roma si calcola che nel 2006 l’85% di minori rom abbia avuto accesso al sistema scolastico. Ma solo con una reale integrazione il  percorso scolastico può essere portato a termine e con esso la garanzia di ricevere una sana istruzione e trovare un lavoro. Politiche di integrazione che dovrebbero essere estese a tutte le famiglie rom, evitando discriminazioni di ogni sorta che generano unicamente disagio sociale.
I pregiudizi e gli stereotipi contro le popolazione dovrebbero stare rinchiuse, appunto, in una mostra.

(Francesca Mezzadri)


Dati forniti da "Redattore Sociale"

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