

(07/03/08) L’8 marzo è la Giornata della donna: sono ormai 100 anni che tale ricorrenza viene festeggiata. Anche quest’anno saranno organizzate conferenze, dibattiti, incontri e molte donne scenderanno in piazza. Per difendere diritti vecchi ormai 100 anni. Diritti che dovrebbero essere già dati per scontato...>>>
Sabato a Bologna la "Rete delle Donne" invita tutte (e tutti) a scendere in Piazza per la difesa della legge 194, conquista di anni fa e recentemente sulla bocca di tutti (“non si vuole porre in discussione la legge 194, ma..” è una delle affermazioni più sentite in questo periodo). E in molte altre piazze italiane le donne alzeranno la voce per difendere i loro diritti.
Dalla Relazione annuale sull’attuazione della legge 194 emerge un dato interessante: nel 2006 si registra un calo del 2,1% di interruzioni di gravidanza rispetto all’anno precedente e un decremento del 44,6% rispetto al 1982. Pare quindi che la legge non venga usata a sproposito e che le donne siano meno “sprovvedute” di quanto si pensi.
Sempre in Piazza Maggiore a Bologna sarà presente anche lo stand di "Fiori di strada", l’associazione che lotta contro la tratta delle donne. I dati dell’Osservatorio sulla Prostituzione indicano in questo caso una crescita del 16,5% di denunce nel 2006 per favoreggiamento della prostituzione, nonché del 17,24% per quella minorile. Anche questi dati forse non sono molto conosciuti.
E si parlerà invece di violenza contro le donne: a Faenza, dove l’associazione Sos Donna in alcuni supermercati dell’area aprirà un banchetto per offrire informazioni e supporto, a Reggio Emilia, con la rassegna “Un giorno all’anno non mi basta”, e a Bologna, con il ciclo di incontri organizzato dal Comitato contro la violenza alle donne e con un convegno a Palazzo d’Accursio sul “Corpo violato”.
Perché secondo l’Istat nel 2007 sono 6.743.000 le donne vittime di violenze fisiche e sessuali. Nel 69,7% dei casi la violenza viene compiuta dal partner, nel 17,4% delle volte da conoscenti. Solo nel 6% dei casi gli autori sono estranei. Un dato curioso: attualmente pare che l’unico valore da difendere sia la famiglia, l’unico nido che protegge dalla violenza del mondo. E invece.
Comunque le donne paiono combattive e determinate. In Italia l’11,2% di loro sono laureate contro il 10% degli uomini. Peccato che le manager siano solo il 25% dell’intera fascia e che il gap salariale sia del 15%. E che le donne in Parlamento in Italia nel 2007 siano solo il 15%.
Ma l’importante, d´altronde, è conoscere i propri diritti e saperli difendere. Anche se sono vecchi di 100 anni.
(Francesca Mezzadri)
(Dati forniti da "Guida per l´informazione sociale 2008")