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Home > Primo Piano > Pancevo, un buco nero in Europa

Pancevo, un buco nero in Europa

(20/02/08) Pancevo è una cittadina di 130.000 abitanti a soli 17 chilometri da Belgrado, ed è sede del complesso petrolchimico più grande della ex-Jugoslavia. Pancevo è la città più inquinata d’Europa, e questa è la sua caratteristica fondamentale. >>>

foto di pancevo Nella parte a sud della città, infatti, si trova la zona industriale composta da 3 fabbriche chimiche: una raffineria petrolifera, un´ industria di concimi chimici azotati e un complesso petrolchimico, di per sè sufficienti a inquinare la città. Non solo: le aree industriali di Pancevo, nell’aprile del ’99, sono state ripetutamente bombardate dalla NATO, nonostante non fossero obiettivi strategici militari, causando la dispersione di 150 mila tonnellate di sostanze altamente tossiche dalla raffineria e dalla fabbrica di fertilizzanti. I bombardamenti hanno prodotto un un’enorme inquinamento sia dell’aria che della terra e dell’acqua: nelle falde acquifere utilizzate per l’acqua potabile confluiscono gli scarichi di tutte le fabbriche.

Pancevo è un buco nero in Europa. Il prezzo della catastrofe ambientale per i cittadini di Pancevo e per gli operai delle fabbriche (circa 10.000) è l’alta incidenza di tumori e di ammalati di cancro che sta crescendo sempre di più, di anno in anno, soprattutto fra i giovani che lavorano negli stabilimenti, tuttora funzionanti perché importante risorsa economica per il governo serbo. Nella nomenclatura medica esiste addirittura il “tumore di Pancevo” che colpisce i polmoni e il fegato in modo devastante e repentino, diffuso anche prima dei bombardamenti a causa della costruzione delle industrie in città, e la noncuranza della manutenzione dell’industrie che avvelenano. "E´ una catastrofe, quando comincia a sentirsi il gas giallo, subito chiudiamo le finestre perchè non entri il puzzo in casa. Qui non si deve vivere, guardate come muore la gente, non solo i vecchi ma tanti giovani e bambini. Solo che qui la gente non ha i soldi per trasferirsi in un altro posto"- dice Janko Futo, un abitante del quartiere avvelenato, intervistato da Milos Obradovic nel reportage "Come si vive in una città in cui i cittadini possono solo sognare l´aria pulita" (2004) - "Non si sa cosa sia peggio, quando il fumo giallo comincia a pizzicare agli occhi o quando si comincia a percepire quel bianco che sa di uova guaste. O quando cade la rugiada e fa scendere l´ammoniaca sui campi che brucia tutto”.

Che cosa fanno le organizzazioni internazionali- Per quanto riguarda l’impegno delle organizzazioni internazionali nell’arginare l’inquinamento a Pancevo, sono stati predisposti da esperti di tutto il mondo 14 progetti che riguardano il risanamento delle aree bombardate. L’UNEP, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata all’ambiente, si è impegnata per portare a termine quei progetti, ma non dispone di propri mezzi finanziari, basandosi sulle donazioni che riesce a raccogliere, comunque una piccola parte rispetto alle necessità reali: dei 20 milioni di dollari attesi per portare a termine i progetti, l’UNEP è riuscita a raccoglierne in 4 anni circa 11.5 milioni, il che è ovviamente del tutto insufficiente.
Sul versante comunitario, invece, l’Agenzia europea per la ricostruzione ha offerto 4.5 milioni di euro solo per spostare i rifiuti tossici di mezzo chilometro, così da difendere il Danubio. Ma per risolvere veramente il problema sarebbero necessari almeno 9 milioni di euro.
La delegazione dell’Unione europea presente a Belgrado, invece, si è concentrata fino al 2000 più che altro sull’emergenza umanitaria post-bellica, e successivamente sulla necessità di fornire al governo serbo gli strumenti per la transizione democratica. Soprattutto grazie all’Agenzia europea per la ricostruzione, l’Unione europea ha comunque supportato le riforme serbe con oltre 1.2 miliardi di euro.

Che cosa ha fatto la Provincia di Ravenna- Dal punto di vista della cooperazione territoriale, invece, è significativo il contributo della Provincia di Ravenna, promotrice di un Patto di Amicizia e Cooperazione con la città serba siglato nel 2002, che prevede lo sviluppo di azioni di cooperazione decentrata nei campi dell’ ambiente,dello sviluppo economico e anche degli scambi culturali e giovanili. Tale cooperazione è finalizzata a favorire la ripresa economica e sociale in termini sostenibili e durevoli di quell’area pesantemente investita dai conflitti bellici per avviare un graduale avvicinamento degli standard della vita economica e sociale di quella realtà a quelli europei in vista di una futura integrazione di Serbia e Montenegro nell’Unione Europea. 
Grazie al sistema di rilevamento impiantato dalla Provincia di Ravenna ora è lo stesso Comune di Pančevo che può effettuare autonomamente i controlli di inquinamento atmosferico e raccogliere i dati. Da metà novembre 2006, l´allarme è scattato due volte: le concentrazioni di inquinanti nell´aria erano 15 volte superiori al limite fissato in Serbia. Secondo la ex-sindaco di Pancevo, Borislava Kruška, “grazie al sistema di rilevamento fornito da Ravenna sappiamo qual è la cifra e alla fine abbiamo anche un risultato tangibile, qualcosa che si può vedere, che è scritto. E’ un aiuto veramente concreto”.

(Claudia Coppola)

Per saperne di più:
Agenzia europea per la ricostruzione in Serbia: http://www.ear.eu.int/serbia/serbia.htm
Delegazione dell’Unione europea in Serbia: http://www.europa.org.yu/code/navigate.php?Id=1
Provincia di Ravenna: http://portale.provincia.ra.it/provincia/pagine/index.php?t=argomenti2&id=385

 

 

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