

(21/02/07) I cittadini stranieri che percepiscono in Italia una pensione di vecchiaia sono attualmente meno di 100.000. Nei prossimi 15 anni vi saranno 315 mila nuovi pensionati stranieri. Per loro si prospetta un futuro di incognite e difficoltà. english page
I cittadini stranieri che percepiscono in Italia una pensione di vecchiaia sono attualmente meno di 100.000, con un’età media che supera i 70 anni e con provenienze geografiche non riconducibili a paesi a forte pressione migratoria. Invece, gli immigrati che provengono da questi paesi svolgono un ruolo estremamente positivo per l’equilibrio del sistema previdenziale italiano in quanto, per la giovane età, sono quasi esclusivamente contributori e non fruitori di prestazioni pensionistiche.
Il numero di cittadini stranieri titolari di pensioni è comunque destinato a crescere e, secondo lo studio condotto dall’Osservatorio Romano sulle Migrazioni promosso dalla Caritas di Roma e dalla Provincia di Roma, nei prossimi 15 anni vi saranno 315 mila nuovi pensionati stranieri. Per loro si prospetta un futuro di incognite e difficoltà.
È questo il quadro che emerge dal Rapporto “Gli immigrati nel sistema pensionistico” dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni, promosso dalla Caritas diocesana di Roma e dalla Provincia di Roma, in collaborazione con la Direzione generale dell’INPS.
Il Rapporto è stato presentato il 9 febbraio in una conferenza stampa presso la sede della Provincia di Roma da mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas romana, Claudio Cecchini, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma, Francesco Di Maggio, responsabile dei Flussi Migratori della direzione generale dell’INPS e Franco Pittau, coordinatore della Osservatorio sulle Migrazioni.
Fonte: www.immigrazione.it