

(24/06/08) Il Premio di giornalismo Lorenzo Natali, istituito dalla Commissione Europea nel 1992 per promuovere il giornalismo di impegno che si batte per la difesa dei diritti umani, quest’anno, per la 16°edizione, è aperto ai giornalisti di tutti i settori: non più solamente di carta stampata, ma anche di radio, televisione e internet. >>>
Come partecipare- L’iniziativa internazionale, dedicata a Lorenzo Natali, vicepresidente della Commissione europea dal 1977 al 1988, strenuo difensore dei diritti umani, è organizzata dalla Direzione Generale Sviluppo, insieme a Reporters sans Frontières e World Association of Newspapers. Al concorso possono partecipare tutti i giornalisti provenienti dall’Europa (Stati membri dell’UE e non), dall’Africa, dal mondo arabo, Iran e Israele, dall´Asia e dal Pacifico, dall´America Latina e dai paesi dei Carabi che dovranno presentare le proprie candidature entro il 30 giugno 2008, inviando un loro pezzo sulla promozione dei diritti umani o sullo sviluppo della democrazia, che sia stato pubblicato tra gennaio 2007 e giugno 2008 (per i giornalisti di altri settori: un cd/dvd con spiegazione scritta dell’articolo).
La premiazione- Una giuria indipendente composta da rappresentanti delle Ong e famosi giornalisti e agenzie di stampa internazionali valuterà i lavori e stabilirà i vincitori,
Un Premio per l’impegno- L’anno scorso l’iniziativa aveva suscitato immenso interesse in tutto il mondo: 1529 candidati provenienti da 165 paesi e un grande eco in occasione dell’evento. E d’altronde il Premio è un modo attraverso il quale l’Europa offre appoggio ai difensori dei diritti e della democrazia armati di penne e…computer. A volte osteggiati, a volte in pericolo di vita, a volte poco amati, i giornalisti, la cui figura evolve nel tempo, modernizzandosi nel corso del tempo, rivestono sempre un ruolo molto importante nella nostra società. Come ricorda lo stesso Commissario Michel “senza i media il mondo rischia di perdere la memoria del passato, la consapevolezza del presente e la possibilità di discutere sul futuro”.
FM