

(12/10/07) Mentre in Francia, a Parigi, viene inaugurato tra le varie polemiche un museo dedicato agli immigrati, in Italia esce la prima ricerca sociale sull’immigrazione svolta dalla società Makno per conto del ministero dell’Interno. La ricerca ci svela il profilo, le abitudini, il lavoro degli immigrati che vivono in Italia. Con qualche contraddizione…
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Il profilo- La ricerca è stata svolta su un campione di 2.000 immigrati e 1.000 italiani intervistati in 18 province rappresentative dal punto di vista della densità della popolazione straniera. Oltre ad indagare sul rapporto tra immigrati e italiani (articolo di luglio su Pace e Diritti ), la ricerca si sofferma sul profilo degli immigrati residenti in Italia, spesso conosciuti solo superficialmente dagli italiani. Eppure pare che la maggior parte di loro –oltre la metà- risieda nel nostro Paese da più di 5 anni, mentre il 25% da 3-4 anni e solo il 14% da 1-2 anni.
Forse è perché non conoscono l’italiano molto bene: infatti solo il 30% dichiara di saper parlare molto bene la nostra lingua, il 20% la legge molto bene e solo il 10% la sa scrivere altrettanto bene. La metà degli intervistati però ammette di saperla parlare, non molto, ma abbastanza bene.
Nonostante la scarsa conoscenza dell´italiano, il livello di istruzione della popolazione immigrata è decisamente alto: il 46% di loro ha una formazione superiore o universitaria, solo l’1,7% non ha studiato mentre l’8% ha concluso gli studi prima dei 10 anni e il 25% tra gli 11 e i 14 anni.
Pare però che il loro grado di istruzione non incida a livello lavorativo. Sebbene più della metà di loro abbia un lavoro (il 73%, il 10% lo sta invece ancora cercando) il livello professionale è piuttosto basso. Il 24% di immigrati è infatti operaio, il 12% badante, il 10% colf a ore e l’8% cameriere. Il guadagno medio, che però una gran parte di intervistati non ha voluto dichiarare, oscilla tra gli 800-900 euro, senza grandi possibilità di crescita professionale.
Casa e famiglia- La maggior parte delle famiglie straniere residenti in Italia (composte da una media di 3,7 persone a fronte del 2,6 relativo alle famiglie italiane) vive in affitto. Molte fra loro (il 29%) abitano anche in contesti allargati con parenti e amici, mentre il 16% con altre persone. In più, oltre ad essere parecchio numerosi nelle case, lo spazio a loro disposizione è piuttosto scarso (case di 75 mq contro i 103 mq degli italiani).
Nonostante questa condizione di precarietà, pare che per quanto riguarda il possesso di elettrodomestici e alcuni strumenti casalinghi, le famiglie di stranieri preferiscano non risparmiare. Infatti a parte la lavastoviglie, che generalmente manca nelle loro case, non paiono esserci grandi differenze con gli italiani. E neanche per quanto riguarda altri apparecchi: come la televisone (il 92% la possiede contro il 98% di italiani), il lettore Dvd (il 44% lo possiede) e la fotocamera digitale (il 30%). Addirittura sono più numerose le famiglie straniere che possiedono la parabola satellitare -il 32% contro il 21% di italiani- e il telefono cellulare -il 93% contro l’87%. E’ anche vero però che pochissimi stranieri possiedono telefono fisso (solo il 25% contro l’87% di italiani). E’ invece evidentemente eccessivo il prezzo del computer visto che ben pochi stranieri se lo possono permettere (solo il 29% di loro lo possiede a differenza del 55%di italiani), tra l’altro con connessione Internet (22% contro 47%). Peccato perché probabilmente, considerando l’identikit dell’immigrato residente in Italia tracciato da Makno, il computer gli sarebbe risultato sicuramente più utile.
(Francesca Mezzadri)