

(30/07/07) Oltre 100 donne e transessuali sono stati strappati dalla strada e salvati dallo sfruttamento negli ultimi cinque anni, grazie al progetto “Rosemary” condotto dall’Unità di Strada del Comune di Reggio Emilia. >>>
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“Rosemary” si inserisce nell’ambito del più ampio progetto regionale “Oltre la strada” per aiutare le donne che si prostituiscono garantendo un primo aiuto e avviando in seguito un percorso di accoglienza e protezione sociale. Gli operatori sociali del Comune si avvicinano alle prostitute offrendo dialogo, cibo e medicinali; in un secondo momento le accompagneranno verso una “nuova vita” fuori dalla tratta: le donne potranno essere così ospitate presso famiglie o comunità, oppure seguire corsi di formazione per inserirsi concretamente nel mondo del lavoro. Oltre al percorso di accompagnamento, che dura circa un anno e mezzo, le donne extracomunitarie che denunciano i propri sfruttatori e trafficanti potranno anche essere regolarizzate e trovare così una degna sistemazione in Italia.
La comunicazione di "Rosemary"- L’anno scorso sono state contattate dagli operatori del Comune più di 600 persone che hanno ricevuto un’opportunità, una via d’uscita dalla strada. Obiettivo di “Rosemary” è quello di garantire una comunicazione efficiente e ad ampio raggio che raggiunga tutte le vittime della prostituzione, spesso giovani ragazze straniere. Così nel 2006, con l’afflusso di prostitute cinesi in città, “Rosemary” ha richiesto e ottenuto per le uscite la collaborazione di una mediatrice madrelingua che potesse comunicare con loro. In generale risulta sempre molto forte sulla strada la presenza di ragazze nigeriane, dell’Ecuador e dell’Uruguay e di transessuali di origine brasiliana. Quest’anno le “nuove” vittime sono giovani romene, in gran parte concentrate nel quartiere di Pieve Modolena. Anche in questo caso, Gina Pedroni, assessore comunale alle Pari Opportunità, garantisce non solo una maggiore presenza di operatori nella zona, ma anche di una mediatrice culturale romena che faciliti il contatto. L’operazione è favorita anche dalla collaborazione con gli abitanti del quartiere che hanno reagito positivamente all’iniziativa, proponendo alternative sociali valide come una rivitalizzazione degli spazi e l’organizzazione di ritrovi collettivi.
“Fiori di strada” a Bologna- E intanto anche “Fiori di Strada”, onlus di Bologna impegnata nella lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione, festeggia i suoi traguardi dopo un anno di attività speso a diretto contatto con le prostitute, distribuendo opuscoli informativi per la prevenzione, oltre che profilattici e farmaci, ma anche offrendo consulenze legali e sostegno in via giudiziale per chi decidesse di uscire dalla tratta. In un anno 31 ragazze, provenienti da paesi diversi e prive di qualsiasi rete di protezione, hanno abbandonato la vita di strada, riprendendo a condurre una vita normale, e in molti casi sono riuscite a tornare nel proprio paese di provenienza. Un traguardo denso di soddisfazioni.