

(05/03/08) Martedì 4 marzo si è tenuto a Bruxelles il secondo Forum europeo per i diritti dei bambini con rappresentanti delle ONG, dell’Unicef, delle istituzioni comunitarie e dei governi dei Paesi membri e con gli stessi bambini. Tra gli argomenti trattati la povertà infantile che tocca vertici inaspettati nell’Ue, e la maggiore partecipazione richiesta dai minorenni nelle decisioni politiche che li riguardano. >>>
Maggiore ascolto- In effetti i ragazzi europei tra i 15 e i 18 anni appaiono un po’ spaesati. Un recente sondaggio di Eurobarometro indica che il 78,5% di loro non saprebbe chi contattare in caso di abusi e che il 75,5% riconosce di non essere consapevole dei propri diritti.
Nonostante la scarsa conoscenza, permane la volontà di partecipazione: il 73,2% dei ragazzi desidererebbe un maggiore ascolto da parte degli adulti sulle opinioni politiche che li riguardano.
Franco Frattini, Commissario europeo per
E in effetti la fiducia nell’Unione europea pare non mancare. Sempre dal sondaggio Eurobarometro emerge che l’85% dei ragazzi preme affinchè l’Unione europea dia maggior supporto alle organizzazioni in loro difesa e che organizzi maggiori iniziative comunitarie.
La povertà infantile e il Rapporto 2008- A luglio, nella prima edizione del Forum europeo per i diritti dei bambini, i problemi da affrontare riguardavano soprattutto gli abusi sessuali, mentre quest’anno l’argomento urgente trattato è stato l’indice di povertà dei bambini dell´Ue.
In base ai dati del Rapporto della Commissione europea pubblicato a febbraio 2008 sulla povertà infantile, emerge che il 19% dei giovani europei di un’età compresa tra gli 0 e i 17 anni sono a rischio povertà. Esiste un grosso divario tra i vari paesi: quelli del Nord contano infatti solo il 9/10% dei bambini che vivono sotto la soglia della povertà –vale a dire con genitori disoccupati e con scarsi aiuti sociali– mentre le vette vengono toccate dai paesi dell’Est , come Romania (25%), Lituania (27%) e Polonia (29%). Ma anche l’Italia raggiunge stime preoccupanti con il 24% dei bambini a rischio, una percentuale che la avvicina alla Spagna e al Portogallo e ai paesi di nuovo ingresso dell’Ue.
Il Rapporto illustra le cause della povertà infantile dovute soprattutto a difficoltà economiche familiari (uno o entrambi i genitori disoccupati o con scarso reddito) e da inefficaci politiche sociali. Il Rapporto suggerisce che i provvedimenti per arginare il problema dovrebbero riguardare non solo i bambini – accesso alla scuola garantito a tutti, maggiore inclusione sociale per i figli di migranti, pari opportunità e politiche di anti-discriminazione- ma anche i loro genitori. Azioni adeguate a sostegno dei redditi, servizi per le famiglie, pari opportunità sul mercato del lavoro: solo in questo modo si possono garantire alle famiglie migliori condizioni di vita nonché maggiore coesione sociale all’interno di tutta l’Unione europea.
Le altre iniziative- Tra gli argomenti di discussione anche le iniziative contro la pedofilia online: la “Mobile Alliance Against Child Sexual Abuse” lanciata dagli operatori di telefonia cellulare contro la diffusione di materiale pedopornografico, la recente “Giornata per l’Internet sicuro” sui rischi del web per i bambini, e l’imminente carta di credito lanciata da Visa Europe per bloccare acquisti online di materiale pedopornografico.
Il prossimo Forum, a novembre, verterà invece sulle adozioni internazionali. Durante lo svolgimento di questa seconda edizione è stato anche piantato nel piazzale antistante il palazzo della Commissione europea un albero, come simbolo di luogo di incontro e raccoglimento dei bambini. Che non dovrebbero mai rimanere esclusi.
(Francesca Mezzadri)