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Home > Primo Piano > Terzo settore, al via la nuova conferenza regionale

Terzo settore, al via la nuova conferenza regionale

(28/02/06) Nella sede della Regione Emilia-Romagna si insedia martedì 28 febbraio la nuova Conferenza regionale del terzo settore. La Conferenza (istituita dall´articolo 35, l.r. 3/99 "Riforma del sistema regionale e locale") è uno strumento per il confronto e la concertazione tra la Giunta e i soggetti che rappresentano il terzo settore che in Emilia-Romagna è composto da 2511 organizzazioni di volontariato, 2039 associazioni di promozione sociale e 628 cooperative sociali.

  La nuova Conferenza - presieduta dall´assessore alla promozione delle politiche sociali Annamaria Dapporto che ne coordina i lavori - sostituisce quella scaduta alla fine della precedente legislatura regionale, resterà in carica tre anni e si radunerà mediamente una volta al mese.
"Nel congratularmi con i membri eletti nella Conferenza regionale del terzo settore, auspico - ha detto l´assessore Annamaria Dapporto - una proficua collaborazione in vista delle prossime questioni che la Regione si impegna ad affrontare. Confermo la mia disponibilità a lavorare insieme in applicazione del principio di sussidiarietà, nel pieno rispetto delle identità, dei ruoli e delle competenza di ognuno".
Oltre all´assessore Dapporto fanno parte della Conferenza 13 componenti in rappresentanza dei soggetti del terzo settore, indicati dal Forum regionale del terzo settore Emilia-Romagna. Ai lavori partecipano gli assessori regionali, o i loro delegati, che intervengono in relazione alle materie di loro competenza affrontate di volta in volta.
La Conferenza invia annualmente al presidente della Giunta regionale una relazione dettagliata sull´attività svolta e la Regione è tenuta a consultare la Conferenza in occasione dell´adozione di leggi, regolamenti o altri provvedimenti di interesse per i soggetti del terzo settore che vanno dalla tutela e promozione dei diritti di cittadinanza alla ricreazione sociale, dalla promozione della salute alla tutela ed educazione ambientale.

Il terzo settore in cifre, provincia per provincia
In Emilia-Romagna sono 2511 le organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale, così suddivise: Bologna (497), Ferrara (209), Forlì-Cesena (293), Modena (332), Parma (347), Piacenza (194), Ravenna (242), Reggio Emilia (239), Rimini (158).
Se si considera l´ambito d´attività in cui operano, al primo posto c´è il socio-assistenziale, con 955 organizzazioni; per il settore sanitario sono 852, per la tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale 124; nell´ambito della tutela e promozione dei diritti umani 140, per la cultura e tutela dei beni culturali 88. Nel settore educativo agiscono 58 organizzazioni, per la profilassi e prevenzione veterinaria 71; 209 organizzazioni operano nella protezione civile, 5 nel settore ricreativo - educazione alla pratica sportiva; i Centri di servizio per il volontariato sono 9.
Le associazioni di promozione sociale sono complessivamente 2039, così ripartite per provincia: Bologna (491), Ferrara (168), Forlì-Cesena (144), Modena (580), Parma (111), Piacenza (127), Ravenna (150), Reggio Emilia (195), Rimini (73).
Circa l´ambito d´attività, al primo posto c´è la cultura e la tutela dei beni culturali, "orizzonte" in cui si muovono 889 associazioni; 48 nel socio-assistenziale, 23 nel sanitario, 106 per la tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, 49 per la tutela e promozione dei diritti umani, 13 nel settore formativo, 7 per la tutela degli animali. Ancora, 85 associazioni operano in ambito turistico, 592 in campo ricreativo, 716 in quello sportivo, 16 per la valorizzazione della pace, mentre 129 svolgono attività diverse. Considerando i vari ambiti, il totale delle associazioni di promozione sociale dà 2673, e dunque non coincide con il totale delle iscritte (2039): questo si spiega con il fatto che molte fanno più attività contemporaneamente.
Le cooperative sociali sono in tutto 628: Bologna (121), Ferrara (35), Forlì-Cesena (82), Modena (63), Parma (65), Piacenza (52), Ravenna (53), Reggio Emilia (80), Rimini (77).
Quelle di tipo A (che gestiscono servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi) sono 422; quelle di tipo B (che portano avanti attività diverse finalizzate all´inserimento lavorativo di persone svantaggiate) raggiungono quota 252, mentre nel C (consorzi costituiti come società cooperative, la cui base è formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali) ammontano a 31. Anche in questo caso il totale (che dà 705) non corrisponde con il totale delle iscritte, poiché molte cooperative sociali sono di tipo sia A che B.

 

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